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L’anno
scorso la Corsa Campestre ha fatto ingenti scivoloni. Complice la forte
pioggia che aveva reso il campo una risaia. Ma questo anno l’alta
pressione ha toccato Bologna gli ultimi giorni disponibili e la nostra
scuola è riuscita in extremis a fare la campestre dopo tre rinvii. La
Corsa Campestre è bella ma i partecipanti sono poco più della metà
della scuola perché si dice che si fa fatica (!). Ma nello sport
bisogna fare fatica, altrimenti o state giocando ai videogiochi o non
state facendo sport. Perdonati
gli “ammalati o raffreddati” ma non perdonati coloro che (e
credetemi, ce ne sono tanti) quelli che restano un giorno a casa per non
dare dispiaceri e non fare spiacevoli discussioni che potrebbero
culminare in eventuali inimicizie col professore di Scienze Motorie.
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La prima classificata Margherita C. |
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Ma
nessuno ha capito che lo sport è
partecipare, non vincere come diceva Pierre de Coubertin, fondatore
dei Giochi Olimpici Moderni e per la Corsa Campestre ci vogliono almeno
cento partecipanti? Lasciate
alle spalle discussioni varie si inizia la corsa e si sa, la corsa era
più difficile questo anno (e io l’ho fatta) per colpa di una
deviazione sul vialetto per la scuola.
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Alla
fine i primi dieci partecipanti vanno alla fase provinciale e io
parlando a nome di tutta la scuola gli auguro buona fortuna e perché no
una buona carriera sportiva. E ricordatevi che anche se uno di noi o di
loro potrà fare un altro lavoro diverso da uno sportivo può e deve
trovare sempre uno sport da fare nel tempo libero e può anche partecipare
(e sottolineo partecipare) a tutte le gare che vuole perché lo sport
non è il campione che vince la medaglia d’oro ai Giochi Olimpici ma
è la persona che togliendosi gli affanni del giorno e distaccandosi da
tutte le altre cose mondane usa la mente e il corpo per arrivare al
massimo delle sue capacità.
Enrico G.3^H
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