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di Carlo F. 2I pagina web a cura di Elena B. e Hairin O. |
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| Il Cavallino Nero figura sulle vetture Ferrari sin dalla nascita dell’azienda nel lontano 1932. La nascita del mito Ferrari passa anche attraverso questo cavallino dalle origini avvolte, per certi aspetti, ancora dal mistero. La memoria storica ci riporta nel 1923, al primo circuito del Savio, vinto dal giovane pilota Enzo Ferrari in coppia con Ramponi. |
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Sulle
tribune tra gli ospiti illustri, si trova il Conte Enrico Baracca, padre di
Francesco, eroe dell’aviazione italiana. Tra il giovane pilota e l’anziano
gentiluomo nasce un’amicizia che ha per conseguenza un gesto, di cui ancora
oggi si trova traccia nell’automobile Ferrari. Infatti, da quel incontro
nacque il successivo, con la madre dell’eroe, la contessa Paolina.
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Il ricordo di quel incontro è molto vivo in Enzo Ferrari che così lo ha raccontato:“La storia del cavallino rampante è semplice ed affascinante. Il cavallino era dipinto sulla carlinga del caccia di Francesco Baracca, l’eroico aviatore caduto sul Montello, l’asso degli assi della Prima Guerra Mondiale. Quando vinsi nel ’23 il primo circuito del Savio, che si correva a Ravenna, conobbi il conte Enrico Baracca, padre dell’eroe; e la madre contessa Paolina." |
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Fu ella a
dirmi un giorno:
“ La Ferrari, metta sulle sue macchine il cavallino rampante del mio figliolo. Le
porterà fortuna.” Il Cavallino era ed è rimasto nero; io aggiunsi il fondo giallo canarino che è il colore di Modena. |
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Questo simbolo fu da allora sempre scrupolosamente applicato, tranne che per sporadiche eccezioni, nella sua forma convenzionale, mai più cambiata, su tutta le vetture Ferrari di qualsiasi categoria, iscritte in gara dal concorrente Ferrari. |
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