| di Lorenzo G.2^G | web a cura di Enrico G. | |||||||||||||||||||||||||||||||||
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Le Olimpiadi
nascono nel mondo greco e, la loro storia è narrata dalle due opere di
Omero: L’Iliade e L’Odissea nelle quali si raccontano le vicende legate alla
città di Troia, colonia greca. Nell’Iliade troviamo la narrazione del funerale di Paco, amico e fratello di Achille, durante il quale si inducono delle competizioni sportive in onore del defunto. |
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Nell’Odissea,
il capitolo dedicato allo sport, è quello che narra dell’incontro tra Ulisse
ed una principessa, in seguito alla sua vittoria in alcuni giochi. Gli sport nell’età antica sono riservati all’aristocrazia e sono istituiti in onore di qualche divinità o per onorare un defunto consentendogli un più agile passaggio nella vita ultraterrena. |
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Gli sport
nell’età antica sono riservati all’aristocrazia e sono istituiti in onore
di qualche divinità o per onorare un defunto consentendogli un più agile
passaggio nella vita ultraterrena.
Si pensava, infatti, che il sangue ed il sudore versati in occasione di questi giochi fossero fonte di energia per il defunto. Quattro erano i giochi grandi che si svolgevano (non solo nell’Ellade, ma in tutte le regioni vicine e le colonie). Erano riservati ai cittadini di cultura greca. |
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I quattro giochi grandi erano distinti in:
L' essere dedicati ad un Dio era tra le caratteristiche di questi giochi. La loro importanza era tale che gli anni cominciarono a contarsi a partire dalle Olimpiadi. In questo modo il 776 a.c. era chiamato il 1° anno dei primi giochi olimpici; il 775 a.c. 2° anno dopo i primi giochi olimpici e così via. Il premio per questi giochi era solo simbolico, costituito da un ramoscello intrecciato a mo di corona, con il quale si cingeva il vincitore. Ma la vittoria aveva un enorme valore per l’atleta che, tornato a casa, era trattato da eroe e poteva rivestire importanti cariche nella vita sociale della città Stato di appartenenza. I giochi si succedettero regolarmente sino al 200 a.c., successivamente si svolsero in maniera meno rigorosa sino alla loro definitiva sospensione nel 393 d.c. A decretarne la fine fu un editto dell’allora imperatore Teodosio, sotto l’influenza del vescovo di Milano Ambrogio (S. Ambrogio), essendo ormai la Grecia sotto la dominazione romana i giochi erano visti come riti pagani, quindi in contrasto con la religione Cattolica. |
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| La ripresa dei giochi fu merito del barone Pierre de Coubertin, grande appassionato di sport che, con la sua perseveranza ed investendo buona parte dei suoi capitali, fece risorgere il mito delle olimpiadi nel 1896. | ||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Dopo 2672 anni dalla celebrazione della prima edizione dei giochi olimpici dell’antica Grecia, Il 6 Aprile 1896 si celebrarono ad Atene i "Giochi della I° Olimpiade dell’ Era Moderna", grazie all’impegno di un giovane barone francese Pierre Fredi de Coubertin grande appassionato di sport. Dopo la soppressione dei giochi olimpici nel 393 d.C. da parte dell’imperatore Teodosio su esplicita richiesta del vescovo di Milano a causa della corruzione in cui erano caduti, in molti cercarono di organizzare una nuova edizione ma, a differenza dei suoi predecessori però de Coubertin non si arrese tanto facilmente e spese gran parte del suo patrimonio in viaggi in tutto il mondo, compresa l’America, per ottenere consensi al suo progetto. De Coubertin li avrebbe voluti a Parigi, ma la scelta cadde su Atene. |
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| Il futuro inventore delle Olimpiadi elaborò i principi dello sport moderno e delle Olimpiadi che secondo lui dovevano essere prima di tutto strumenti di crescita fisica e morale dei giovani. Principi che il barone francese vedeva esaltati in quello che definiva atletismo, e che si può identificare nello sport che educa al sacrificio, alla disciplina e alla responsabilità, senza togliere nulla all'autonomia e alle capacità decisionali del singolo. | ||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Athena e Phevos, le mascottes delle Olimpiadi.
Il logo di Atene 2004 |
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