Il mare si alza

di Lorenzo G. 3^G                                                                                       Web di Letizia C. 1^I

 

Il giornale per me non è la fonte principale di notizie, infatti preferisco seguire un telegiornale o, se ne ho la possibilità, mi collego a internet e cerco la prima pagina di un quotidiano.  
 

Quando sfoglio le pagine di un giornale generalmente leggo gli articoli particolari: le nuove scoperte scientifiche, eventi della natura, per esempio le inondazioni o i prosciugamenti di laghi e certamente lo sport.La politica interna non mi interessa, tranne quando ci sono le elezioni e i referendum, invece quella estera e il mondo orientale mi attraggono abbastanza.

 

Ultimamente non mi ha incuriosito niente in particolare, mi piacerebbe capire però, quali sono le cause che hanno scatenato la guerra in Africa tra l’ Etiopia e la Somalia. Questa mattina ho letto un vecchio articolo di Repubblica e sfogliandolo ho trovato una pagina che mi ha molto colpito: parla della scomparsa di un’ isola a causa del “Global Warming “, ovvero il surriscaldamento del pianeta che provoca lo scioglimento dei ghiacci, nel 2040 il ghiaccio ai poli scomparirà.

 

L’innalzamento delle acque porterebbe alla perdita di territori delle zone umide, scomparirebbe circa il 46% delle coste soprattutto nella fascia orientale degli Stati Uniti, nel golfo del Messico, nel mar Baltico, nel mar Nero e nel mar Mediterraneo. Le popolazioni più a rischio sono quelle con minore responsabilità di quello che accade, il destino è segnato per molti arcipelaghi: dalle Tuvalu alle Kiribat, dalle Marshal alle Tonga dalle Cook alle Maldive.

 

Un arcipelago sembra resistere, quello delle Hawaii, che spostando la sabbia dalle isole meno redditizie ha quelle più ricche crea una barriera, chiamata Sea Walls, che però non risolve il problema e anche queste isole risultano ogni anno sempre più gracili.    

 

   

Un arcipelago sembra resistere, quello delle Hawaii, che spostando la sabbia dalle isole meno redditizie ha quelle più ricche crea una barriera, chiamata Sea Walls, che però non risolve il problema e anche queste isole risultano ogni anno sempre più gracili.