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articolo a cura di Silvia P. 3I pagina web a cura di Simona C. 2H |
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Giovedì 15 marzo alla mia scuola è venuta un’addetta stampa di MEDICI SENZA FRONTIERE di nome ALESSANDRA OGLINO che ci ha parlato dei progetti che lei segue in AMERICA LATINA in particolare ad HAITI, in COLOMBIA e in PERU’. Riguardo al progetto che si trova ad Haiti la giornalista ci ha raccontato la situazione che questo paese sta vivendo dalla metà degli anni novanta: una situazione di forte tensione politica e di grave pericolo per la popolazione civile. |
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Ci sono gruppi armati, gang di giovani ribelli, che si contendono il controllo di alcune zone della capitale (Port Au Prince),che compiono molti atti violenti anche nei confronti di donne e bambini e che si fanno la guerra sparando colpi di armi da fuoco a qualsiasi ora del giorno e della notte, per questo per le persone non è sicuro camminare per la strade o per i bambini giocare all’aria aperta. Inoltre siccome la case di molti quartieri di Port Au Prince sono di legno o di lamiera (e creano delle enormi bidonville, dove tante persone stanno in poco spazio senza avere servizi igenici, acqua potabile, strade asfaltate)c’è il pericolo che mentre le persone fanno le faccende domestiche, o mangiano, o dormono vengano colpite da pallottole vaganti sparate dai ribelli. |
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MSF ad Haiti ha un ospedale nel quartiere Citè Soleil e io mi sono molto stupita di sentire che questo quartiere si chiama così perché io credo invece che sia un posto dove c’è tanta tristezza e dolore e questo l’ho capito guardando anche le foto che ci ha portato Alessandra. La giornalista Alessandra Oglino ci ha spiegato che in Colombia c’è un grosso problema: quello del narcotraffico, perché c’è la più grande produzione di cocaina del mondo e ci sono molte bande armate che lottano per il controllo delle zone dove si produce. In Colombia MSF lavora sia con le persone che sono scappate dai propri villaggi a causa degli scontri e che si sono rifugiate nelle grandi città, sia con molte persone malate di AIDS. |
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Vengono fatte campagne di sensibilizzazione e lezioni dove si spiega come proteggersi dal contagio, a chi è già malato vengono distribuiti dei farmaci che si chiamano “antiretrovirali” e che servono per non far distruggere il sistema immunitario. Questi farmaci sono importanti perché anche se non fanno guarire chi è malato permettono di fare una vita normale, di avere le forze per dedicarsi alle attività quotidiane. |