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DI ELENA F. 3H |
PAGINA WEB DI FRANCESCA Z. |
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Da Roma arriva l'allarme del ministero dell'Istruzione che espone il rischio di "scuole ghetto" dove, per la presenza di un numero sempre maggiore di stranieri, le scuole vengono considerate di serie "B"
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Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, all'inizio dell'anno scolastico ha invitato gli italiani a valorizzare i giovani stranieri, "energie arrivate da lontano", come risorse per il nostro paese.
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Questi ragazzi arrivati dall'Est e dall'Africa faticano a trovare la loro strada tra i banchi di scuola: spesso arrivano ad anno scolastico iniziato, non conoscono l' Italia e vengono bocciati più degli altri studenti, così molti abbandonano gli studi o, nel migliore dei casi, scelgono istituti tecnici.
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Da una relazione del ministero della pubblica istruzione risulta che l'Italia sempre più multietnica: il 5% degli studenti è straniero con un’incidenza maggiore al Nord rispetto al Sud in quanto maggiori sono le possibilità di lavoro. Siamo ancora tuttavia lontani rispetto all'incidenza negli altri paesi Europei: in Gran Bretagna il 20% degli studenti è straniero..
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Il problema è soprattutto relativo alle scuole di periferia,dove la numerosa presenza di stranieri dissuade i ragazzi italiani ad iscriversi, diventano così scuole quasi esclusivamente frequentate da stranieri: scuole ghetto, contrarie ai principi di integrazione fondamentali per una corretta crescita sociale.
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Per fare in modo che la società integri le famiglie che arrivano da lontano, bisogna cessare di ghettizzare le abitazioni di queste. Dal mio punto di vista è doveroso accogliere le famiglie che non riescono a vivere bene nei loro paesi, ma bisogna fare in modo che qui riescano a fare una vita normale guadagnando ciò che serve per una vita normale. |
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La mia esperienza: in classe con me alle elementari c'erano due bambini stranieri. Uno, pieno di buona volontà, che nel giro di un anno ha imparato bene l'italiano e ha seguito il programma insieme a tutta la classe; l'altro, meno volenteroso, nonostante per 5 anni sia stato affiancato da insegnanti di sostegno, non ha mai imparato l'italiano e non ha mai seguito il programma con la classe.
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