ARTICOLO A CURA DI FRANCESCA Z. E FEDERICA S. 2H

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BREVE STORIA:

Le fonti più antiche riguardanti l'origine del violino ci permettono di farlo risalire all'inizio del XVI secolo. I primi strumenti erano probabilmente soltanto un'evoluzione di strumenti ad arco preesistenti. Erano costruiti in "famiglie" comprendenti 3 taglie diverse di strumenti:

 

    

 

Il violino è generalmente considerato lo  strumento più nobile ,tra molti altri , e viene  utilizzato soprattutto per eseguire brani di grande impegno compositivo e di carattere serio e cerebrale, oppure malinconico. Il violino è fra gli strumenti ad arco della sua famiglia il più acuto e quello di più ampia diffusione. Possiede quattro corde tese sopra un ponticello fortemente arcuato che permette di far risuonare una o due corde contemporaneamente; accordi di tre o quattro note possono essere ottenuti in rapido arpeggio. La lunghezza totale del violino è in media di circa 60 Cm, mentre la parte delle corde che risuona, dal ponticello al capotasto situato all’estremità della tastiera, raggiunge circa 32 Cm.

 Il suono è prodotto sfregando l’arco sulle corde o pizzicandole. L’estensione del violino parte dal Sol sotto il Do centrale, il suono della corda più grave a vuoto, e raggiunge in alto circa quattro ottave. Introdotto in Europa nel periodo in cui lo strumento ad arco più diffuso era la Viola da gamba , il violino, sviluppatosi da tipi medievali di viola da braccio, veniva inizialmente considerato più adatto alle musiche di danza e alle feste popolane che a musiche da chiesa o aristocratiche

Il più antico violino giunto in nostro possesso fu costruito da Andrea Amati ed è “nato”nel 1564, tuttavia recenti ricerche ne mettono in dubbio l'autenticità e soprattutto la datazione e si concentrano su altri esemplari interessanti appartenenti alla dinastia dei Micheli e di Gasparo.

I centri più importanti nella costruzione dei violini furono soprattutto Cremona , Brescia, e Venezia, anche se violini di fattura meno accurata erano costruiti anche nei Paesi Bassi (Bruxelles, Anversa) ed in altre città europee. C'è da rilevare però che già alcuni studiosi del primo Novecento avevano focalizzato Brescia come centro privilegiato di veri e propri "maestri" specializzati nella costruzione di strumenti ad arco come viole, violette, violoni e lire di tutti i tipi, a partire dalla fine del 1400. Con la morte di Giovan Paolo Maggini durante la peste del 1630, si chiude tragicamente la grande tradizione della  liuteria bresciana, l 'arte artigianale che, tramandata di generazione in generazione  consiste nella costruzione e riparazione di strumenti a corde, ad arco quali violini, violoncelli, viole; non essendoci figure in grado di raccogliere e proseguirne l'enorme eredità artistica

A partire dalla metà del XVII secolo, l'arte della liuteria si irradia anche in altre località italiane ed europee. Si formano importanti "scuole", con caratteristiche omogenee al loro interno, quali una particolare forma o tecnologia costruttiva, oppure un particolare colore della vernice, o ancora un particolare timbro di suono. Cremona, terminata tragicamente la concorrenza bresciana, rimane il centro più importante dell'arte liutaria: vi lavorano il figlio di Girolamo Amati, Nicola, vero capostipite della liuteria classica cremonese, ed i suoi discepoli, Antonio Stradivari, Andrea Guarneri, Giovanni Battista Ruggeri e Francesco Rogeri. Ancora tra i maggiori liutai cremonesi si deve ricordare Giuseppe Guarneri, detto anche ”del Gesù”, e gli allievi di Stradivari, i figli Omobono e Francesco e Carlo Bergonzi (liutaio).

La forma esterna del violino non è cambiata ma dalle origini alla prima metà del XIX secolo si sono modificate alcune caratteristiche costruttive secondarie in funzione della musica che vi veniva eseguita. Gli strumenti costruiti prima del 1800 sono stati quasi tutti modificati secondo le nuove esigenze, quindi oggi tutti i migliori strumenti antichi sono molto lontani dallo stato originale. Vi è tuttavia un movimento di interpretazione della musica del passato secondo la prassi esecutiva dell'epoca che utilizza strumenti costruiti tra il XVI ed il XVIII secolo rimessi nella ipotetica condizione d'origine. Il violino che presenta tali caratteristiche è comunemente detto violino barocco.

                      

                 

 


CINA, IL NUOVO MONDO DEL VIOLINO:

Oggi Cremona non può più essere considerata la capitale mondiale del violino, infatti lo scettro di regina mondiale degli strumenti musicali ad archi le è stato rubato da Xiqiao città del sud est della Cina dove quaranta fabbriche producono  più del 55% dei violini, viole , violoncelli e contrabbassi  venduti nel mondo intero. Questo mercato ha iniziato la sua attività offrendo strumenti di bassa qualità e poco prezzo, destinati al pubblico di massa  dei giovani aspiranti violinisti ma oggi il made in China si è specializzato divenendo di alta qualità  ed ha ottenuto il prestigioso premio annuale Violin Society of America che viene assegnato al miglior  violino di nuova produzione: quest’anno assegnato  al maestro liutaio Zhu Ming-jiang di Pechino.