Di cibo si può morire

  Di Federica S. e Francesca Z.  - 2°H-                                                      Pagina web a cura di Bianca S. e Beatrice D.  1^F

 

 Anche il Governo italiano, come già quello spagnolo,  ha adottato un "manifesto contro l’anoressia" che fra l'altro vieta nelle sfilate l’impiego di modelle pelle e ossa o minori di sedici anni: "Esso non prevede sanzioni" riferiva  il Tg "ma sicuramente non ce ne sarà  bisogno, perché- continuava il giornalista - è condiviso dalla maggioranza degli stilisti italiani".

Tante cose sono condivise o vietate ma si continua a farle …
 

Vediamo un po’ insieme che cos’è l’anoressia

  Il termine anoressia deriva dal greco ανορεξία (anorexia),  cioè mancanza di appetito. L'anoressia nervosa viene diagnosticata nel 90-95 % dei casi a pazienti di sesso femminile.

L'anoressia di solito inizia con una dieta al fine di migliorare la propria immagine.
Comporta il drastico rifiuto del cibo allo scopo di perseguire un ideale di magrezza irraggiungibile:

la persona anoressica non si sente mai magra abbastanza.
 

Il corpo, ridotto all'osso, si fa teatro di una sofferenza interiore che le parole non riescono a dire. L'anoressia cela un profondo disagio che si tenta di mettere a tacere attraverso il controllo ossessivo delle calorie e del peso.
L'anoressia colpisce duramente il corpo, lo attacca nelle sue funzioni vitali e può condurre a gravissime conseguenze fisiche quali insufficienza renale, osteoporosi, alterazioni cardiovascolari, perdita dei denti e dei capelli.
Di anoressia si può morire.
 

E’ importante tenere presente che può insorgere

  • quando si ha  una oggettiva difficoltà a comunicare ed esprimere le emozioni,
  • quando si appartiene ad un gruppo sociale "a rischio" per il controllo del peso (ad es. ballerine/i, ginnaste/i, cicliste/i, ecc.),
  • quando la magrezza viene enfatizzato come un valore sociale positivo,
  • Alle volte la volontà di non mangiare non è legata ad un  fattore estetico o alla magrezza: persone che subiscono continuamente delusioni in campo affettivo, lavorativo, scolastico o sociale si sentono impotenti, incapaci di controllare la propria vita ottenendo ciò che vorrebbero. Il cibo è una delle poche cose che possono controllare, e per dimostrare di essere forti e di avere il controllo devono dimostrare di non essere dipendenti dal cibo, di poterne farne a meno, poiché il mangiare è visto come un'ulteriore schiavitù.

 

I criteri standard per fare una diagnosi di anoressia nervosa sono attualmente:

1.      una magrezza estrema (non costituzionale) con rifiuto di mantenere il peso al di sopra di una soglia minima di peso ritenuta normale (il peso del soggetto deve essere sotto l'85% del peso previsto in base all'età ed alla altezza e/o l'indice di massa corporea - BMI -inferiore a 17,5)

2.      una forte paura di ingrassare anche in presenza di un evidente sottopeso

3.      una preoccupazione estrema per il peso e l'aspetto fisico, che includa sia una alterazione del vissuto corporeo, sia una importanza eccessiva data al peso nei riguardi della propria autostima, o ancora il rifiuto di ammettere la gravità delle proprie condizioni fisiologiche

4.      spesso, ed è difficile accorgersene, i soggetti affetti da anoressia nervosa sono bugiardi con se stessi e con gli altri e fanno di tutto per nascondere questa        .

 

 Non è necessario avere tutti i parametri, in alcuni casi ne basta anche uno solo per diagnosticare la malattia. L'età di esordio dell'anoressia nervosa è di solito compresa tra i 12 ed i 25 anni, con due picchi di maggiore frequenza tra i 14 ed i 18 anni; negli ultimi dieci anni si è assistito, tuttavia, ad un numero sempre maggiore di casi con soggetti sempre di età inferiore, fin sotto i 10 anni e ad una incidenza sempre maggiore di questa patologia negli individui di sesso maschile.

 

BULIMIA
La persona che soffre di bulimia ha una bassissima stima di sé che deriva da un profondo vuoto interiore. Nel disperato tentativo di riempire questo vuoto è costretta, al di là della sua volontà, ad ingerire enormi quantità di cibo.
Il senso di colpa che ne deriva, costringe ad escogitare pericolose condotte eliminatorie quali vomito auto indotto, abuso di lassativi e diuretici.
La bulimia non è chiaramente visibile come l'anoressia, ma ha conseguenze altrettanto devastanti sulla vita e la salute di chi ne soffre.
Nella bulimia, quella che si instaura con il cibo, è una vera e propria dipendenza paragonabile a quella che lega il tossicodipendente alla droga.

OBESITA'
L'obesità rappresenta una vera e propria ”malattia sociale” che interessa tutte le fasce d'età, anche quelle pediatriche.
Come nella bulimia, anche nell'obesità si istaura una vera e propria dipendenza dal cibo, usato come “soluzione magica” alle difficoltà esistenziali e come “anestetico” rispetto al dolore.
La persona obesa non mette in atto condotte eliminatorie e, per questo, vede il suo corpo aumentare di peso fino ad ammalarsi.
Spesso l'obesità rappresenta una barriera difensiva che la persona erige per proteggersi dalla sua depressione.
Il cibo assume così la funzione di “farmaco antidepressivo”.

Amiche, compagne attente!!!

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