LA MAGIA DI UNA NOTTE

Racconto di Linda F. 2^g e pagina web di Caterina F. 1^i

Non è passato molto tempo da quando ero al calduccio nel mio letto tutta emozionata per la notte di Natale. Aspettavo con ansia l arrivo di Babbo Natale. Mi rigiravo e rigiravo nel letto; non riuscivo a dormire e, inoltre speravo di essere ancora sveglia nel momento in cui sarebbe finalmente arrivato. A volte ero anche un po preoccupata perché dopo tanto tempo che ero a letto i miei regali non erano ancora sotto lalbero, ma piano piano le palpebre cominciavano a socchiudersi, fino a quando, con il pensiero del giorno che sarebbe venuto l indomani, mi addormentavo profondamente.

 

A scuola, durante il periodo natalizio, già diversi anni fa,  parlavamo tra di noi dei regali che avevamo ricevuto. A volte sentivo dire da qualcuno che Babbo Natale non esisteva, ma io non ci credevo per diversi  motivi:

il primo è che io pensavo: Se non esiste Babbo Natale, allora non esistono neanche la neve, gli addobbi di Natale, i regali, la Befana, e questo è impossibile perché la neve è scesa ieri, per la prima volta, quest anno; e gli addobbi di Natale li ho visti nella cartoleria vicino a casa; di regali ne ho ricevuti due ieri, dallo zio, quindi è evidente che esistono e la Befana scenderà fra due giorni dal mio camino e mi porterà i dolcetti....ma si che esiste Babbo Natale!!

                 

Il secondo è che la mattina della vigilia cera sempre alla televisione un cartone animato che parlava della leggenda di Babbo Natale, e questo mi faceva ricredere nella sua esistenza.

Il terzo è che ci volevo credere, per ricevere ancora i regali e perché l idea che esiste  una persona buona, che ogni anno fa felice tutti i bambini regalando loro i doni che essi richiedono, è una bella cosa da pensare.

In un libro ho letto che ogni volta che un bambino chiede ad un genitore una cosa importante e significativa, la chiede in una normale situazione quotidiana, come per esempio mentre una mamma guida o mentre un papà lavora al computer; così è stato nel mio caso: la mamma era in cucina che preparava la cena quando io sono entrata e le ho chiesto:

- Mamma, sei tu Babbo Natale?

Così, senza girarci troppo attorno, volevo solo saperlo, per togliermi il dubbio una volta per tutte.

La mamma ha distolto l attenzione dai fornelli e mi ha guardata mostrandomi un tenero sorriso sul suo viso, ha risposto:

-Si.

Solo un semplice si che era quello che mi bastava. Non ci sono rimasta troppo male, anzi ero contenta di sapere la verità, tanto ero sicura che i regali avrebbero continuato tutti a farmeli.

Dopo io risposi: - Ah, ok.

E uscii dalla stanza come se nulla fosse accaduto.

La mamma mi racconta che dopo si mise a ridere a causa di questa risposta che le avevo dato, così inaspettata, e anche lei si ricominciò a cucinare come se io non le avessi mai chiesto nulla.

Dopo realizzai, quindi, che i regali, la neve e gli addobbi natalizi esistevano, ma la Befana e Babbo Natale no.

Ma a parte questo, io credo che anche a quindici anni si possa, dentro sé stessi, continuare a credere a Babbo Natale, restando tutti un po bambini.