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LA PESTE Articolo a cura di Carlotta A. 2E Pagina web di Chiara M. 2H
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Ha cominciato a diffondersi quando una nave con a bordo degli ammalati e dei cadaveri è attraccata a Messina. La gente crede che gli ebrei abbiano diffuso la malattia attraverso delle sostanze spalmate sulle porte delle case. Quindi se il lettore è ebreo, anche se non ha fatto niente consiglio di nascondersi bene perché qui la gente è parecchio "nervosa".
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Altre persone pensano che sia stato Dio a mandare una punizione, perciò si vedono cortei di gente che si flagella, che prega, che invoca, che trasporta massi per fare penitenza. Infine per strada si notano anche persone che portano boccette al collo, perché pensano che sia il rimedio per la malattia. Questa spiegazione è più scientifica.
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Ma ora passiamo alle interviste:qui vicino a me c’è un monatto che ora intervisterò. |
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"Buongiorno signor..." "Pio de Monattis" "Ecco!Ci parli del suo lavoro:lei è molto utile alla società ,ma fa un lavoro orribile:perché ha deciso così?" "Il mio lavoro non mi piace però lo faccio perché guadagno abbastanza bene. Ma essere chiamato turpe non mi piace per niente!!!" "Bene. E quanto guadagna?" "Beh, direi 120 monete d’oro al mese." "Accipicchia!Ma tutti questi cadaveri non le fanno compassione o semplicemente schifo?" "All’ inizio qualche lacrima è scesa ma poi ho imparato a controllarmi." "Bene. Ci racconti qualche episodio della sua carriera." "OK. Dunque. Io mi stavo dirigendo verso una casa come tutte le altre quando scese una donna ammalata di peste. Era la tipica donna lombarda, bella e triste, che aveva in braccio una bambina, morta, ma vestita come se andasse a una festa. Io andai lì per aiutarla, ma lei mi disse che l’ avrebbe messa lei sul carro. E mi pagò. Fece l’ ultimo saluto a Cecilia, sua figlia, e mi disse che quella sera io sarei venuto a prendere lei. Detto questo tornò in casa e si affacciò alla finestra con un’ altra bambina in braccio, anch’essa ammalata di peste." "Commovente. Con ciò concludiamo anche noi e auguriamo una bella giornata. Un attimo!Cos’ è questo bruciore all’ ascella?!?!"
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