Fumetto: il Giro del Mondo in 80 Giorni

Tavole illustrate a cura degli alunni della classe 2^H.

La macchina ammazzaerrori

Un giorno il professor Grammaticus inventò la macchina ammazzaerrori.

Era una specie di tubo per innaffiare il giardino lungo circa un metro, di colore rosso blu ed aveva un pulsante giallo e uno verde. Quello giallo serviva per cancellare gli articoli davanti ai nomi propri. E quello per le doppie di troppo.uomini209.GIF

Il professore deciuomini037.GIFse di andare a Roma e a Milano per cancellare tutti gli errori che gli italiani fanno nel parlato.

Arrivato a Milano si sedette in un bar aspettando un cameriere. Quando finalmente arrivò, il professore gli chiese un caffè ed il cameriere, dopo aver preso l’ordinazione, urlò verso il barista : “Paolo, un caffè per il signore!”. Grammaticus lo ringraziò e il cameriere aggiunse : “Sa, il Paolo fa i caffè, mentre la Matilde è specializzata nel preparare dolci!”.

Grammaticus azionò la macchina ammazzaerrori e ne venne fuori un getto d’acqua per cancellare l’articolo, ma il cameriere urlò : “Il Grammaticus è pazzo! Polizia!”. Grammaticus spense la macchina e partì per Roma.

Arrivato, chiese ad un passante : “Scusi, per il Colosseo?”. Gli rispose : “Bene, per il Collosseo, lei deve girrare a destra, poi a sinistra e poi andarre dritto!”.

La macchina si azionò e spruzzò un liquido che avrebbe dovuto cancellare le doppie. Appunto! Avrebbe dovuto spazzare via le doppie! Perché il disse : “Aiutto! Mi soffoca con questo liquido!”

Grammaticus, rassegnato, tornò a casa e durante il viaggio capì che non aveva senso cancellare gli errori ed essere tutti perfetti, altrimenti avremmo saputo tutto dalla nascita.

 Francesco S. 2^H

Parodia della storiella “La macchina ammazzaerrori” tratta dal “Libro degli errori” di Gianni Rodari

ERAGON recensione

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ERAGON

AUTORE : Christopher Paolini

EDITORE :Fabbri

Eragon è un ragazzo di quindici anni che trova una pietra blu mentre cacciava nel bosco non immagina che quello è un uovo di Drago ricercato dall’Impero. Dopo la partenza per Thersford di Roran, suo cugino, l’uovo si schiude dando vita al Drago che poi Eragon chiamerà Saphira. I cattivi Ra’zac, mandati dall’ Impero, uccidono Garrow lo zio di Eragon e lo costringono a fuggire da Carvahall con un vecchio cantastorie. Strada facendo Brom il nome del cantastorie che si rivela un antico Cavaliere di Draghi lo allena a combattere con spada e con la Magia.tn_drago.gif
I Ra’zac dopo un aspro combattimento, uccidono Brom, ma un nuovo amico, Murtagh, aiuta Eragon e Saphira. I tre arrivano nella capitale dei Varden.

Ajihad dà il benvenuto a loro tranne che a Murtagh perché è il figlio di Morzan uno dei Rinnegati.

tn_3neoorog.gifGalbatorix manda uno dei suoi eserciti di Urgali comandati da Durza uno spettro al suo servizio.

I Varden e i Nani riescono a vincere, ma subiscono molte perdite. Eragon, Saphira e Murtagh danno il loro contributo in battaglia.

Questo è solo l’ inizio di nuove avventure che vi appassioneranno  e vi coinvolgeranno.

Una volta iniziato questo libro vi verrà anche  voglia di leggere gli altri due libri .

Alessandro Z. 1^I

Incontro con l’ autrice VANNA CERCENA’

Libro: “Radio Londra - Aquila vola”

Il giorno 3 aprile 2008 abbiamo partecipato all’ incontro con la scrittrice Vanna Cercenà alla biblioteca di Villa Spada per discutere del suo nuovo romanzo che a breve verrà pubblicato nelle librerie d’ Italia.

Gli alunni delle due classi le hanno posto delle domande cui la scrittrice ha risposto prontamente, aiutata dalla memoria della sua infanzia.
Ha spiegato come lei abbia vissuto in prima persona ogni avvenimento narrato attraverso personaggi e luoghi, in parte romanzati, del libro;ogni momento di gioia, tristezza, ansia o paura che ha poi rivissuto scrivendo il libro.
La scrittrice è riuscita a trasmetterci l’ importanza dei momento vissuti tramite le sue parole, intrise di emozioni, che ancora vivono in lei in ognuno di quei momenti che la riportano a quel periodo della sua gioventù.
Ha raccontato quale fosse l’ importanza di un unico mezzo per poter essere a conoscenza dei fatti esterni, dei loro cari in guerra, e per poter capire quando sarebbero finalmente giunti in Italia gli alleati: la radio.
Essa trasmetteva messaggi in codice, che all’ apparenza potevano sembrare frasi senza senso (esempio: “felice non è felice” o “Mario va in bicicletta” ecc.), ma in realtà nascondevano un significato.
La sua collaborazione ci è servita per riordinare i pensieri su ciò che avevamo precedentemente studiato: persecuzioni ebraiche, seconda guerra mondiale, Olocausto.

Ma invece che studiarlo nei libri di scuola, questa volta abbiamo avuto l’ opportunità di farcelo raccontare da una persona che lo ha vissuto con il cuore.

Erica T. e Linda F. 3^G

Uno Scambio un po’ azzardato

In classe l’altro giorno

è successo il finimondo.

In un triangolo un piccolo vertice

si è trasformato in un potente vortice.

Rapidamente ha risucchiato tutta la figura

che di lui aveva molta paura.

Ma per fortuna la prof. è intervenuta in tempo

sostituendo la con la , risolvendo il guaio in un momento.

Ha fatto poi la battuta:

Quanti danni può provocare

uno scambio di vocale!

Laura M. 2H

parodia della storia “L’ARBITRO GIUSTINO” tratto da “IL LIBRO DEGLI ERRORI” di Gianni Rodari

Orfeo & Euridice

“Orfeo sono tornata da te con il favore della notte e dei sogni che volano leggeri e superano le barriere del mondo.”
“Euridice… il mio unico bene…
Che cosa ho fatto!”
“Non ti disperare, Orfeo, il Fato ha voluto così. Ma dormi sogni tranquilli, io sto bene, non soffro…
Ma purtroppo a causa dell’ acqua del fiume Lete, perdo la memoria, ed ahimè non posso farci nulla!”
“Resisti mia dolce Euridice… Ti prego!”
“Oh, Orfeo! Gli Dei soffrono sentendo i nostri lamenti! Solo Persefone, povera ragazza, mi comprende.”
“Euridice, è tutta colpa mia! Ho sbagliato io!”
“Orfeo: ti amo lo stesso, e non troverò mai una persona uguale a te!”
“Ti raggiungerò nell’ Ade, così potremmo stare insieme per sempre, gli Dei ci invidieranno!”
“No, Orfeo: non toglierti la vita! Io ero già morta, ma tu… Penserò per sempre di averti ucciso!”
“Ma tanto senza di te, sono già morto, e ogni giorno incontro le mie ammiratrici, così per non cadere nelle loro grinfie mi nascondo in casa tutto il giorno senza uscire mai.”
“Orfeo: ci potremmo incontrare nei sogni la notte.”
“Persefone, non ho più parole… Ma dopotutto non servono parole per esprimere il nostro amore!”
Davide C. 2°H
Parodia della storiella “Un dialogo impossibile” tratta dal libro “Il tesoro dell’ Olimpo” di Elena Muti e Aldo Berti.

Per colpa delle “cu” e delle “qu”

Il professor Grammaticus era in cerca di un calzolaio per riparare le sue bellissime scarpe di cuoio.

Trovò due negozi, di scarpe, uno con l’insegna “Calzolaio, ripariamo scarpe in QUOIO”, l’altro con l’insegna che parlava chiaro “Calzolaio, ripariamo scarpe in CUOIO”.

Grammaticus stava proprio per entrare nel negozio senza l’errore sull’insegna ma il calzolaio che riparava scarpe in “quoio” uscì dal suo negozio e si inginocchiò davanti al professor Grammaticus: -La prego buon uomo, siacortese, venga da me, non viene mai nessuno, stò per fallire!-

Così il Professore fece sedere un momento il calzolaio su una panchina e gli spiegò: -Vede, se lei ripara scarpe in “quoio” con la “” nessuno verrà mai da lei perché si scrive “cuoio” con la “”, capisce?-

La sfortuna del calzolaio poco “grammaticus” passò e nel suo negozio cominciarono ad arrivare molte persone. Il calzolaio fu sempre debitore del nostro professore.

Povero calzolaio, che però non aveva rispettato l’ortografia.

Eugenio F. 2H

 

 

parodia della storia tratta da “IL LIBRO DEGLI ERRORI” di Gianni Rodari

 

IL BIMBO CHE AVEVA FAME MA CONTINUAVA A SUONARE IL “CAMPANELO”

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Giovanni, un ragazzo di dieci anni, un giorno tornò a casa da scuola.

Arrivato a casa, dove l’aspettava la nonna Enrica, salutò i suoi amici Carlo e Giacomo e poi suonò il campanelo .

Giovanni, ricordando che la nonna Enrica era un po’ sorda, telefonò alla mamma. La mamma gli rispose se aveva suonato il campanelo o il “campanello”.

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Giovanni si ricordò di aver suonato il “campanelo e allora riprovò sperando che la nonna gli aprisse, perché iniziava ad avere fame.

La nonna gli aprì e lui potè mangiare il suo gustoso piatto di verdure miste.

Parodia della storiella “Domenica nei bosci” tratta dal LIBRO DEGLI ERRORI di Gianni Rodari

Marco F., 2^H

Narnia : Il Cavallo e il Ragazzo

             

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Titolo: Il cavallo e il ragazzo 

 Genere: Fantasy  

Autore: C.S. Lewis

                          

Il cavallo e il ragazzo” è il terzo libro della saga “Le cronache di Narnia“.

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Narra la storia di due ragazzi , Shasta e Aravis , e dei loro cavalli fatati , Bri e Uinni , e di come dopo tante vicissitudini , riescono a raggiungere Narnia .

E’ un susseguirsi di appassionanti avventure scritte in modo così avvincente da non riuscire più a smettere di leggerlo .

P.S. Se volete conoscere le altre recensioni sulle Cronache di Narnia, cercatele nello ” Scaffale libri “del giornalino on line delle Carracci,  a.s. 2005/2006

                                                                                                                    Caterina M. 1E

 

LA LEGGENDA DELLE FARFALLE FANTASMA

Chi meglio di me, la farfalla custode del tempo, può raccontarvi la leggenda delle tre custodi degli elementi?

 Nessuno, esatto, solo io posso. Un attimo vi state almeno chiedendo chi fossero? Bene. Allora le tre custodi degli elementi erano farfalle come me, erano tre gemelle perite quindici anni fa in una scuola media per colpa di un ragazzino sprovveduto che le ha catturate con un retino da pesca e chiuse in un sacchetto di plastica trasparente dove sono morte per mancanza d’aria.

Dopo la loro morte sono diventati custodi degli elementi: Celest la farfalla dell’ aria e dell’acqua,
Terr la farfalla delle piante e della terra, infine Fuò la farfalla del fuoco e del tuono.
 La prima cosa che anno fatto è stata quella di vendicarsi del ragazzino che le aveva uccise privandole dell’ossigeno. Per farlo hanno lavorato di notte e in gruppo avendo l’accortezza di attirare il ragazzo in un luogo appartato. Prima ha agito Terr imprigionando lo studente in una gabbia di terra e rovi in modo che non riuscisse a fuggire, poi è stato il turno di Celest che ha racchiuso la gabbia in una bolla d’aria. Ora che non entrava o usciva più aria ha finalmente agito Fuò che ha bruciato tutto l’ossigeno rimasto nella bolla. Dopo poco il ragazzino è morto.
 Dopo che si sono vendicate di Giulio le tre farfalle hanno cominciato a controllare gli elementi solo a fin di bene.
 Ora vi ho raccontato tutto, attenti a non catturare farfalle: potrebbero essere le discendenti di Celest, Terr e Fuò!

Letizia C.

2^I

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